Marzia Lugli, chirurgo vascolare dell’ospedale
Hesperia, racconta criticità e rischi della trombosi
Perché la trombosi venosa rimane ancora oggi una patologia grave e spesso sottovalutata?«Perché persistono importanti gap culturali e organizzativi. Non esiste un percorso definito e riconosciuto per la gestione del-la trombosi venosa profonda. Il paziente può rivolgersi a figure diverse: medico di base, pronto soccorso, cardiologo, angiologo ambulatoriale o chirurgo vascolare. Inoltre, non infrequentemente, il paziente guidato dal dolore dell’arto si rivolge a specialisti di altre branche ad es. ortopedico, si presenta al pronto soccorso senza la certezza di trovare uno specialista vascolare, oppure consulta un cardiologo o un flebologo ambulatoriale. Questo porta a valutazioni dissimili e all’assenza di un indirizzamento unico verso centri con competenze specifiche».


